martedì 22 maggio 2012

CLIMATE CAMP 2012



E’ passato un anno dal primo Climate camp milanese. Un anno che ha acuito le contraddizioni di uno sviluppo economico neoliberista ai tempi della peggiore crisi degli ultimi decenni. Anche per questo le ragioni che portarono alla nascita dei Climate camp in tutto il mondo, e le pratiche messe in atto, si sono rafforzate e legittimate. Un Climate camp lavora per riscoprire i saperi antichi, si rafforza con un uso accorto della scienza e della tecnologia, cerca stili di vita sostenibili. In poche parole, guarda a un futuro che abbraccia tutti. Un futuro che riduca quella componente di precarietà che da anni si è radicata in ognuno di noi.
A un anno dal giugno 2011, cascina Merlata e l’intero quartiere milanese che la circonda restano luoghi fortemente simbolici per l’incondizionato rifiuto a EXPO 2015. Per quest’anno abbiamo però scelto di cambiare sede, perché grandi opere e infrastrutture divorano territori a un ritmo forsennato, in cui un’infrastruttura si lega a un’altra alimentando un processo puramente cancerogeno. Andiamo allora oltre EXPO 2015, per infrangere il dogma del grande evento come volàno per l’economia, che impone una rete di grandi opere per supportare l'improbabile incremento di flussi di merci e di persone.
Per questo motivo il Climate camp 2012 si sposta a est, lungo il tracciato della TEM (Tangenziale est esterna milanese); per guardare da vicino un altro mostro che vive delle stesse dinamiche di EXPO, del TAV, e cercare di stringerlo in una rete popolare che lo neutralizzi. Allarghiamo l'invito e la partecipazione a più soggetti e persone sensibili alla causa di una politica economica sostenibile, perché la risposta a chi minaccia i nostri territori sia formata da una pluralità di voci.
Ti invitiamo quindi a partecipare al Climate camp 2012, che si svolgerà dal 7 al 10 giugno 2012 presso il Presidio Martesana di Pessano con Bornago. Il Climate camp ai tempi e nei luoghi del NO TEM sarà un momento allo stesso tempo di resistenza e nuove proposte, nate da chi persegue lotte territoriali e le declina con propri linguaggi e azioni. Vorremmo parlare di politiche territoriali metrolombarde, di difesa del territorio, di agricoltura e saperi contadini, di autoproduzioni, di rigenerazione sociale e di conflittualità diffusa; vorremmo che si sviluppi con dibattiti, laboratori e azioni con l’intento di portare la Martesana in città e la città in Martesana.

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